martedì 25 giugno 2013

Riflessioni sul risultato elettorale di Ragusa e Modica

Qualcosa si muove, ma non dappertutto. A Ragusa i cittadini hanno voltato pagina, si sono lasciati alle spalle la vecchia politica gestita  per anni dalle stesse persone ed hanno scelto la novità per migliorare la città in tutti i sensi. Eppure a Ragusa qualcosa si è fatto. Sono state realizzate diverse opere pubbliche, c'è un piano regolatore che ha consentito una crescita ordinata senza troppi traumi urbanistici e ambientali, gli uffici e i servizi principali funzionano. Ciò malgrado, la gente ha deciso di cambiare e questo significa che  si è scrollata di dosso quella mentalità clientelare che tanto danno fa al paese e in particolar modo al sud che va sempre più indietro. In ciò mi sembra di leggere un elemento culturale positivo che induce a sperare per il futuro, indipendentemente dai risultati che questa scelta potrà dare.

A Modica i cittadini hanno votato per la "stabilità" in continuità con il passato anche non troppo recente.
Questa è la mia impressione visto che nei programmi elettorali di chi ha vinto, ma anche di chi ha perso, non si riscontrano elementi di novità rispetto al passato e alle necessità della città. Modica non è Ragusa dove in
qualche modo qualcosa si è fatta e che non soffre di grossi malanni. Questa, invece, è una città che giace ferita per terra da molto tempo e  i "passanti" non se ne sono mai preoccupati, anzi le hanno inferto altre ferite tanto che sta per morire e forse morirà.
Queste ferite, per citarne solo alcune, sono la montagna di debiti accumulati da  amministratori spregiudicati e arruffoni, il sovraffollamento di impiegati e dirigenti rispetto al necessario, uffici che non funzinano, servizi pubblici inconsistenti o scadenti, sviluppo edilizio selvaggio, clietelismo diffuso che impedisce la crescita civile e nega la dignità delle persone,  e tante altre cose.
Non basta l'orgoglio, che pure è cosa importante, di  di avere avuto un passato ricco di storia, di cultura e tradizioni, ci vuole dell'altro.
Avrà il nuovo sindaco la volontà, la forza,il coraggio di vedere ed affrontare tutti questi problemi e pure di risolverli? O tirerà a campare come hanno fatto i suoi "illustri" predecessori? Non è la vittoria elettorale che conta, ma i risultati che saranno conseguiti dopo.
Auguri Sig.Sindaco





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